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Il restauro dei mobili


Guida al restauro dei mobili

  • MANUALE DEL RESTAURO DEI MOBILI

Uno dei problemi che si verifica più frequentemente coi mobili è quello di eliminare i graffi che si possono causare sulla loro superficie. Il trattamento dei graffi dipende dalla loro profondità, cioè da quanto sono penetrati nel legno, e dal tipo di vernice usato per la finitura del mobile.

Su una vernice a spirito i graffi leggeri possono essere attenuati sfregando delicatamente con un pezzo di carta vetrata del grado più sottile impregnata con olio di semi di lino. Una volta eliminato il graffio, si procede a restaurare il colore rovinato ripassando la parte carteggiata con vernice a spirito servendosi di un pennello sottile.

Talvolta anche una semplice passata col lucido da scarpe, del tipo a cera solida, può attenuare piccoli graffi. Quando si ha a che fare con dei graffi più consistenti si può riempirli con della vernice a spirito di un colore leggermente più scuro della tinta originale e, quando è perfettamente asciutta (meglio se il giorno seguente), si leviga con un pezzo di carta vetrata molto sottile intinta in un po' di olio di lino.

Se i graffi invece sono molto profondi occorre la cera d'api: si scioglie la cera, la si mescola con colore in polvere di una sfumatura leggermente più scura della superficie da trattare e, una volta raffreddata la miscela, la si strofina con le dita sul graffio finchè questo non viene completamente riempito. Una volta che la miscela si è completamente raffreddata, si passa leggermente una carta vetrata sottile per livellare la superficie.

Anche nel caso di bruciature inavvertitamente provocate sulla superficie del mobile, il rimedio da adottare è in funzione della loro profondità.

Un segno piuttosto superficiale può essere tolto semplicemente raschiandolo con della carta vetrata molto sottile o con una lametta da rasoio, quindi si rivernicia la parte trattata con colore ad olio della giusta sfumatura e quando il colore si è completamente seccato, si lucida la parte trattata.

Se invece la bruciatura ha addirittura carbonizzato il legno, occorre prima di tutto togliere la parte carbonizzata servendosi di un coltello appuntito, quindi ripulire la parte con un batuffolo di lana d'acciaio.

Terminata questa prima operazione, si passa al ripristino: si riempie il buco con della cera d'api colorata, stando molto attenti a che la cera non debordi dall'incavo, poi si leviga la superficie per bene e si applica nuovamente la vernice a spirito del colore adatto.

Se sulla superficie di un mobile cade qualche goccia di una bevanda alcolica la vernice a spirito può essere ammorbidita o addirittura eliminata ove non si proceda immediatamente a togliere la macchia con un panno pulito.

Quando la vernice si è ammorbidita, bisogna aspettare che si sia di nuovo indurita prima di toglierla e di lucidare di nuovo. La nuova lucidatura deve essere fatta con vernice a spirito del colore adatto: quando è perfettamente asciutta, si carteggia con delicatezza servendosi di una carta vetrata molto sottile bagnata in olio di lino, quindi si strofina energicamente con un panno di stoffa.

Nel caso che la macchia non sia molto estesa, si può provare a strofinarla con uno straccio appena tiepido che abbiamo precedentemente bagnato con una miscela composta da olio di lino e trementina.

Quando si appoggiano delle tazze o dei piatti bollenti sulle superfici lucidate possono apparire delle macchie che assumono la forma di cerchi o aloni bianchi.

Nella maggior parte dei casi queste macchie sono superficiali, ma il guaio è che sono anche piuttosto difficili da togliere. Per eliminare questi aloni bianchi occorre munirsi di un panno, morbido e caldo, sul quale si versano alcune gocce di una miscela costituita da trementina e olio di semi di lino o olio canforato.

Si strofina accuratamente la parte macchiata, quindi si lascia asciugare bene prima di lavare la superficie trattata con uno straccio impregnato di aceto. Una volta terminata questa operazione di pulitura, ripassate la superficie con un buon lucidante a cera.

Un inconveniente domestico abbastanza frequente è quello causato dalle piccole ammaccature che, specialmente nei legni teneri, possono essere causati da un urto con qualcosa di duro, magari mentre si fanno le pulizie di casa.

Nel caso di legni privi di finitura è sufficiente applicare sull'ammaccatura un panno umido e premervi sopra un ferro (va benissimo anche il ferro da stiro) molto caldo in modo che il vapore generato dal calore penetri nel legno.

Non appena il panno si asciuga, bisogna bagnarlo di nuovo e si continua l'operazione descritta finchè l'ammaccatura non scompare completamente. Quando abbiamo a che fare con una superficie rifinita, come avviene nella maggior parte dei casi, per prima cosa si deve togliere la finitura, quindi si procede sul legno nudo come descritto sopra.

Chi invece desidera risolvere il problema in un modo più semplice e rapido, può "riempire" l'ammaccatura con della gommalacca o con cera d'api colorata e livellare accuratamente la superficie.

Un problema abbastanza complesso da risolvere è quello causato dalle piccole fenditure che si possono aprire nei pannelli, inconveniente che si verifica specialmente quando il mobile è vecchio.

La riparazione richiede il preventivo smontaggio del pannello: nel procedere fare molta attenzione a non intaccare il legno e, se il pannello è fissato con delle viti, a non danneggiare la testa della vite usando un cacciavite che si adatti perfettamente alla scanalatura.

Tolto il pannello, lo si appoggia su di un piano e si mette della colla per falegname nella fenditure, quindi con dei morsetti o dei pesi si pressa il legno finchè la colla non sia completamente asciugata.

Nel caso che non sia possibile togliere il pannello si può incollare una striscia di legno che avremo tagliato nella misura adatta e inserita nella fenditura: quando la colla è completamente asciutta si livella badando a non graffiare la superificie attorno alla riparazione.

Se la fenditura è piuttosto piccola possiamo riempirla semplicemente con della cera d'api colorata eseguendo la stessa operazione che abbiamo descritto nel caso dei graffi profondi.

Quando si possiedono dei mobili impiallacciati i problemi che possono insorgere spesso sono tali che richiedono l'intervento di un vero esperto. Tuttavia nel caso di piccoli danni si può anche intervenire di persona, disponendo di tempo e buona volontà.

Ricordiamo che l'impiallacciatura è costituita da fogli di legno sottilissimi che vengono applicati alla struttura di un mobile a scopo decorativo. Nei mobili più antichi le impialiacciature erano abbastanza spesse, nei mobili modemi invece hanno uno spessore che può essere anche di 0,6 mm.

Se l'inconveniente consiste soltanto in un rigonfiamento si può tentare di rincollare il piallaccio ricoprendolo con un panno ed applicandovi sopra un ferro moderatamente caldo. Qualora il tentativo non ottenga il risultato desiderato, bisogna procedere ad un nuovo incollaggio: si solleva delicatamente il pialiaccio e vi si fa scivolare sotto della colla da falegname, quindi si comprime nuovamente l'impialiacciatura nella sua sede, la si ricopre con della carta oleata o incerata e vi si pone sopra qualcosa di pesante.

Quando la colla ha fatto presa, si tolgono le eventuali tracce di colla fuoriuscita da sotto il piallaccio. Se un pezzo di impiallacciatura appare completamente staccato, si può procedere alla riparazione come nel caso descritto per il rigonfiamento. Prima di procedere controllare però che non vi sia sotto dello sporco, nel qual caso occorre sollevare l'impialiacciatura e pulire raschiando via lo sporco e la vecchia colla da entrambe le superfici, quindi operare come descritto sopra.

Nel caso si sia verificata una piccola rottura, si può riempirla con cera dura dello stesso colore dell'impiallacciatura, in modo che la riparazione sia meno percettibile. Quando si hanno dei problemi con la "marqueterie" (un particolare tipo di intarsio costituito da diverse impiallacciature tagliate e unite in disegno elaborato) la cosa si fa così complicata che è meglio rivolgersi ad un esperto.

Tuttavia con l'intarsio (in cui le impiallacciature formano figure semplici o geometriche) qualche intervento... casalingo è possibile. Se si stacca un pezzo di intarsio, lo si deve togliere dalla sua sede servendosi di un ferro caldo posto sopra a un panno umido; lo si pulisce bene dalla colla residua e dallo sporco, si pulisce anche la sede servendosi di uno scalpellino, si incolla con colla da falegname e vi si appoggia sopra una grosso peso per farlo aderire perfettamente alla sua sede.

Nel caso che l'intarsio si sia semplicemente sollevato dalla sua sede basta comprimerlo con un ferro moderatamente caldo, lo si ricopre con un pezzo di sottile compensato sul quale si mette un peso finchè la colla ha fatto di nuovo presa.

A causa dell'umidità assorbita da quelle parti del legno che non sono state verniciate, si può verificare un incurvamento del legno. In questi casi occorre mettere il pezzo incurvato vicino ad una fonte di calore non eccessiva, ad esempio sopra un calorifero, dopo averlo rivestito con un panno umido su entrambi i lati, mantenendo la parte concava verso il basso ed inumidita. Una volta che il legno si è raddrizzato bisogna lucidarlo su entrambi i lati con cera.

Uno dei problemi più comuni nei vecchi mobili è quello causato dai cassetti che non scorrono bene. Se l'inconveniente è causato semplicemente dall'umidità che gonfia il legno e incastra il cassetto nella sua sede, potete mettere il mobile in un luogo asciutto e dopo un po' di tempo provare a vedere se i cassetti scorrono normalmente: se il problema persiste bisogna passare della carta vetrata sulle superfici di scorrimento o incerare con una candela i lati del cassetto.

Può anche succedere che le guide di scorrimento, con il tempo e l'uso, si siano intaccate, di conseguenza il cassetto traballa sulle guide: in tal caso bisogna riparare le guide ripristinandone la superficie con del legno plastico.

Se il danno alle guide è di una certa consistenza bisogna pareggiarle con una pialla e applicarvi sopra delle strisce di legno, quindi passatevi sopra della cera di candela e del sapone da bucato in modo da renderle perfettamente scorrevoli.

Quando le giunture dello schienale o dei braccioli del divano o delle poltrone si sono indebolite, il mobile traballa ed occorre intervenire subito prima che l'inconveniente si traduca in un danno grave che potrebbe portare facilmente alla rottura delle giunture stesse.

Prima di procedere alla riparazione occorre liberare la struttura dal tessuto di rivestimento, staccandola dal legno e ripiegandola da un lato. Quindi si provvede a rinforzare le giunture: si possono semplicemente rincollare, ma dal momento che siete in ballo tanto vale ballare fino in fondo e fare una riparazione che dia maggiori garanzie di tenuta.

Prendete un pezzo di legno duro e resistente, lo appoggiate come a fare da ponte sulla giuntura e lo avvitate ad entrambi i pezzi della giuntura. Oppure basta fare un salto in qualsiasi negozio di ferramenta per trovare una placchetta o squadretta metallica delle dimensioni adatte, che potrete utilizzare al posto del pezzo di legno.

Ricordarsi però che se intendete seguire questo procedimento, vi conviene preparare prima i fori per le viti con il trapano, al fine di evitare che il legno si spacchi a causa della pressione delle viti stesse. Ad operazione ultimata non vi resta che rimettere a posto il tessuto di rivestimento fissandolo alla struttura con dei chiodini da tappezziere.

Anche le maniglie ed i pomoli di legno che ballano nella loro sede si possono riparare facilmente. I pomoli vanno staccati dalla loro sede, ripuliti ben bene dal residuo di colla vecchia e reincollati. Nel caso in cui il perno del pomolo balli nella sua sede, si può infilare un tassellino di legno nella sede in modo che il perno faccia presa, oppure si può foderare il perno con un panno imbevuto di colla oppure avvolgervi intorno del nastro isolante.

La stessa operazione può essere eseguita nel caso di maniglie di legno. Qualora si volessero sostituire pomoli e maniglie di legno con maniglie di bronzo che hanno un perno a vite, occorre riempire il foro ove precedentemente si infilava il perno di legno con un tassello nel quale sarà stato praticato un foro delle dimensioni del perno a vite, quindi si procederà al montaggio delle maniglie di bronzo.

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